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Intervista con l'Autore




Maria Chiara Rioli
intervista
Francuccio Gesualdi
responsabile del Centro Nuovo Modello di Sviluppo che ha curato la nuova edizione di
Guida al consumo critico

È la piccola "Bibbia" del consumo critico. Fin dalla sua prima edizione (era il 1995), la Guida redatta dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano, un piccolo paese nella provincia pisana, è divenuto punto di riferimento dell'informazione, sensibilizzazione e definizione di prassi di un consumo differente, rigoroso nel non tollerare sfruttamento dei lavoratori e attento all'impatto ambientale. Negli anni la Guida si è arricchita di spunti, riflessioni, indirizzi di azione. Con questa quinta edizione completamente riveduta e aggiornata il consumo critico cresce ulteriormente.
L'intervista a Francuccio Gesualdi, ricordando sempre che "si vota ogni volta che si va a fare la spesa":


Da dove nasce la Guida al consumo critico?

La prima edizione di Guida al consumo critico risale al 1995, ormai siamo alla 5º edizione. La guida nasce dalla constatazione che il consumo non è un fatto privato, ma un gesto con grandi ripercussioni ambientali e sociali. Basti pensare al consumo di risorse e alla produzione di rifiuti. Ma non dobbiamo dimenticare neanche le condizioni sociali in cui sono stati ottenuti i prodotti e il comportamento delle imprese. Consumare in maniera critica è come votare attraverso il consumo: ogni volta diamo un voto sul comportamento delle imprese, sulle loro scelte sociali, fiscali, ambientali, finanziarie. Se compriamo i loro prodotti diamo un segnale di incoraggiamento, se non li compriamo esprimiamo dissenso. Per questo la guida ha una sezione molto ampia in cui passa in rassegna il comportamento di 130 imprese, quelle che incontriamo più frequentemente al supermercato.

A quali riflessioni, pratiche, impegni vuole invitare?

La guida è un invito a compiere scelte di acquisto sostenibili da un punto di vista sociale e ambientale. Di qui la richiesta di porre attenzione al rispetto dei diritti dei lavoratori e delle comunità, oltre che all'uso di energia, delle risorse, dell'impatto degli imballaggi. Consumiamo troppo e produciamo troppi rifiuti: prima di comprare qualsiasi oggetto dobbiamo chiederci se ne abbiamo davvero bisogno e se la risposta è sì, chiediamoci se possiamo ricorrere all'usato e qual è l'imballaggio più appropriato. Nella guida c'è una speciale sezione dedicata agli imballaggi per mettere tutti in grado di fare la scelta più idonea da un punto di vista della sostenibilità e del riciclaggio.

Quali sono i destinatari della Guida?

La Guida è rivolta a tutti i consumatori. Tutti compriamo e tutti dobbiamo sentirci responsabili delle conseguenze del nostro consumo. Naturalmente sappiamo che la Guida è punto di riferimento anche per il mondo accademico e sindacale che studia le imprese. Sappiamo che le imprese stesse la consultano per sapere cosa la società pensa di loro. Non a caso il consumo critico ha contribuito fortemente a fare crescere il concetto di responsabilità sociale d’impresa.