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Sommario |
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L'Italia e il mondo. Dinamiche culturali, religiose ed ecclesiali di Aluisi Tosolini Ad Gentes 2/2004 L'analisi del tempo in cui viviamo ci porta a stabilire che la sfida più urgente, anche per la società italiana e per la Chiesa che vive in essa, sia di far rivivere il senso dell'alterità e il legame sociale. Sta qui il paradosso della postmodernità e della definizione di cittadinanza nel tempo postmoderno: il fatto che esse necessitino, per realizzare appieno libertà e differenza, di solidarietà. Non si può essere infatti né liberi, né differenti se non all'interno di una relazione con l'alterità. Relazione che oggi si coglie a livello "glocale", tenendo cioè presente che ogni scelta o fatto globale ha ricadute nel locale e viceversa. In questo orizzonte bisogna far tornare dall'esilio l'universalismo cristiano, ma sapendo bene che ciò che è universale è la comune capacità degli uomini di comunicare fra loro e di costruire un significato condiviso a livello procedurale. Ciò non può avvenire finché si resta nel dominio dell'ideologia pervasiva del neoliberismo, che ripropone la logica hobbesiana dell'homo hominis lupus, che fa della guerra un processo automatico, coerente con il sistema, che colloca i processi di multiculturalità e multireligiosità in un'ottica di scontro fra civiltà. Anche la religione, in questo contesto, può essere ridotta al rango di pura strumentalità e sfociare in nuove identità chiuse, come si vede anche in Italia. Ma può anche riacquistare una dimensione di libertà e di adesione profonda e autonoma a un messaggio che riorganizza attorno a sé tutta la vita del soggetto. |