Presentazione
Comuni virtuosi
di Marco Boschini

 
Nuovi stili di vita nelle pubbliche amministrazioni

Quando presi la parola al primo forum alternativo dell'acqua di Firenze per presentare una piccola iniziativa del mio Comune non immaginavo certo che quello sarebbe stato l'inizio di un entusiasmante percorso di partecipazione e condivisione che ancora oggi prosegue.
Il Comune di Colorno (PR) aveva da poco approvato una delibera di giunta e un regolamento per incentivare i cittadini residenti all'acquisto dei riduttori di flusso per il risparmio dell'acqua e di lampade a basso consumo energetico. Volevamo dimostrare che agire concretamente a favore dell'ambiente non solo è possibile e utile, ma anche economicamente conveniente. Grazie alla collaborazione della Libera Università di Alcatraz di Jacopo Fo, la proposta ebbe un certo seguito a livello nazionale avvicinandoci così ad altre amministrazioni locali impegnate ad adottare buone prassi sull'ambiente, sulla partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa, sull'integrazione sociale.
Conoscemmo gli amministratori di Monsano (AN), Vezzano Ligure (SP), Melpignano (LE), già da tempo impegnati nell'utilizzo di tecnologie dolci quali il bio-diesel, i pannelli solari, la bioedilizia e il potenziamento della raccolta differenziata fino a percentuali del 60%.
Ci accorgemmo di non essere i soli a proporre scelte consapevoli anche nella gestione della cosa pubblica. Cominciammo a guardarci intorno, raccogliendo informazioni, contattando sindaci e funzionari in ogni regione.
La cosa assurda è che mancasse un punto di riferimento. Non c'era un coordinamento dei Comuni orientati alla pace, pronti a mettersi in gioco con progetti concreti e non solo con enunciazioni di principio.
Dall'assicurazione etica alla banca del tempo, dalla mensa biologica autogestita al gruppo di acquisto comunale, dalla denominazione comunale di origine al consiglio comunale dei migranti, dall'impresa pulita alla lotta dalle inefficienze energetiche.
Tutto parte da alcune considerazioni di principio: come può un'amministrazione che espone la bandiera della pace mantenere il servizio di tesoreria comunale presso una banca armata? Come sostenere la tutela del territorio svendendo la gestione dell'acqua alla multinazionale di turno? Come promuovere il risparmio energetico ed essere poi esempi negativi nella gestione degli edifici comunali (palestre, scuole, municipio, ecc.)?
Le caratteristiche dei progetti presentati al convegno "Per un Comune fuori dal comune. Nuovi stili di vita nelle pubbliche amministrazioni" potrebbero così sintetizzarsi: iniziative concrete, coinvolgimento di tutta la comunità del territorio (scuole, associazionismo e cooperazione sociale, parrocchie, unione di comuni, comitati di quartiere e di frazione), fantasia organizzativa e modalità innovative. Con un'idea di fondo che è fondamentale: il Comune inteso come punto di forza per orientare la comunità in scelte e comportamenti consapevoli.
Al convegno hanno partecipato decine di rappresentanti di amministrazioni comunali provenienti da tutta Italia: Monsano (AN), Vezzano Ligure (SP), Settimo Rottaro (TO), Gabicce Mare (PU), Camporosso (IM); Gubbio (PG), Galliera (BO), Torrile, Trecasali e Fidenza (PR), Luvinate (VA), Condove (TO), Trezzano Rosa (MI), oltre a rappresentanti e funzionari delle Province di Parma, Ancona e Ferrara, di associazioni di volontariato quali Rete Lilliput, WWF, associazione Borghi Autentici, Agenda 21 Modena; rappresentanti delle Rete dei Comuni Solidali, del coordinamento nazionale dell'Agenda 21 Italiana e della Rete del Nuovo Municipio, padre Ottavio Raimondo direttore della Editrice Missionaria Italiana.
Dopo i saluti del sindaco di Colorno Stefano Gelati, che ha sottolineato l'importanza di avere un punto di riferimento rispetto alle politiche ambientali a livello nazionale, sono intervenuti l'ex sindaco di Monsano Sandro Sbarbati e il sindaco Luca Fioretti che hanno illustrato le finalità e gli obiettivi della costituenda associazione nazionale dei Comuni Virtuosi. Successivamente il convegno si è sviluppato con la presentazione di alcuni progetti e buone prassi amministrative realizzati o in corso di realizzazione in diverse zone d'Italia. Dall'utilizzo del biodiesel per gli automezzi comunali alla consociazione degli acquisti per la comunità di Monsano, dal regolamento di bioedilizia di Vezzano Ligure al risparmio energetico nella gestione della pubblica illuminazione di Trezzano Rosa, dalla progettazione partecipata di un'area verde con i bambini di Settimo Rottaro allo sportello Ecoidea di Ferrara, dalla certificazione ambientale del comune di Gabicce al progetto EcoFeste per una gestione eco-compatibile delle feste e sagre della provincia di Parma, dal risparmio idrico di Colorno ai percorsi di Agenda 21 locali. Alberto Tarozzi ha poi illustrato le caratteristiche della Rete del Nuovo Municipio, evidenziando i punti di convergenza con il Manifesto dei Comuni Virtuosi, proponendo una collaborazione e contaminazione nella diversità.
Infine padre Ottavio Raimondo ha parlato dei rapporti strettissimi tra gli stili di vita del Nord del mondo e le conseguenze dei nostri gesti quotidiani per il Sud del pianeta, auspicando che la politica fatta dal basso sappia mettere al centro le persone e non le cose. Da qui si sviluppa la proposta di un Manifesto dei Comuni Virtuosi, intorno alla quale ci siamo confrontati all'inizio di settembre con una ventina di Comuni italiani a Monsano, per dare vita ad un vero e proprio coordinamento nazionale degli Enti pubblici interessati a mettersi in rete attraverso uno scambio di esperienze, progetti e idee. Il coordinamento ha prima di tutto il compito di organizzare e stimolare incontri, allestire un sito internet dove fare convergere documenti, delibere, regolamenti e piani d'azione liberamente consultabili.
Non ci interessava costruire l'ennesimo involucro vuoto: volevamo essere maledettamente pratici e mettere tutti quelli che credono in certi principi nelle condizioni di poter agire concretamente.
Durante il convegno è stata presentata la bozza di statuto dell'associazione dei Comuni Virtuosi, depositata e registrata lo scorso gennaio e alla quale possono iscriversi tutte le amministrazioni comunali, provinciali del territorio nazionale. Le prime volte che mi presentavo in Comune con queste idee in testa le obiezioni erano sempre le stesse: non è di competenza del Comune, mancano i fondi, non si può fare. Decine di Comuni d'Italia stanno dimostrando ogni giorno che è possibile amministrare rispettando l'ambiente, orientandosi al consumo critico, all'utilizzo di tecnologie eco-compatibili, all'attivazione di percorsi partecipativi, all'integrazione sociale dei cittadini, alla finanza etica, muovendo le leve giuste: piano regolatore, capitolati d'appalto, mensa scolastica, gestione sostenibile degli edifici di proprietà comunale, mantenimento del controllo pubblico sulla gestione dell'acqua, boicottaggio delle imprese che operano con l'amministrazione e che non rispettano i diritti dei lavoratori, etc. Tutto questo è possibile perché si sta già facendo. L'unico problema è far circolare le informazioni.

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