Presentazione
Acqua
di davide Pelanda

 
L'acqua che bagna, l'acqua che toglie la sete, l'acqua che cade è formata da tante gocce. L'acqua pura della fonte disseta e purifica, dona vita e nuova forza alle piante, agli animali ed agli uomini. Il nostro corpo è formato infatti per il 70% d'acqua e la nostra salute si basa specialmente sul funzionamento dell'acqua nel nostro corpo. Essa è essenziale per la vita fisica e considerata importante per quella interiore e spirituale.
Fin dall'antichità le fonti erano infatti considerate luoghi privilegiati di abitazione e di manifestazione della divinità. L'acqua era usata nel culto e offerta agli dèi e da questi ricevuta come dono prezioso. L'acqua viva era segno della benedizione divina, elemento prezioso, dono di Dio che rende feconda la terra e dà la vita ad ogni creatura. L'irrigazione è stata sempre importante soprattutto nelle aree aride o semiaride che altrimenti sarebbero state inadatte a sostenere l’agricoltura. La diffusione dell'irrigazione è stata accompagnata dallo sviluppo di tecnologie agricole. Queste tecnologie hanno incrementato ulteriormente la produttività agricola. L'irrigazione è praticata con modalità diverse secondo le aree geografiche e le zone climatiche, con vari gradi di sofisticazione tecnologica. Dal punto di vista tecnologico, l'irrigazione serve a stabilizzare la produttività delle colture per ettaro riducendo lo stress che queste subiscono nei periodi di carenza idrica.
L'irrigazione è utile nei tropici dove permette due o tre produzioni per stagione e un'alta produttività per ettaro. Numerosi sono gli studiosi che dibattono se la tecnologia dell'irrigazione abbia facilitato il controllo politico e lo sviluppo dello Stato o se, al contrario, sia stata l'evoluzione della politica a permettere di affinare queste tecnologie.
Ma indipendentemente da quali siano le cause e gli effetti, nessuno mette in dubbio l'associazione intima tra sviluppo e gestione razionale delle risorse idriche. Grazie alle tecniche d'irrigazione le società antiche erano capaci di gestire le disponibilità d’acqua per migliorare la produzione delle colture agricole avendo come risultato delle disponibilità alimentari abbondanti e di buona qualità, permettendo di creare dei villaggi agricoli fissi, di operare una divisione del lavoro e di creare un’economia di scambio dei prodotti in eccesso.
L'agricoltura, il commercio e l'industria nella storia umana hanno fatto un uso economico dell'acqua facendola intervenire nelle attività produttive. Questi settori possono essere considerati delle utilizzazioni tra loro concorrenziali delle risorse idriche. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: ad esempio, l'utilizzazione di una quantità data d'acqua per una persona o per uno stabilimento industriale esclude o priva altri della possibilità di utilizzare la stessa quantità. Nel recente passato la privatizzazione dell'acqua ha assunto un rilievo crescente come fonte di redditi privati.
Ma privatizzare l'acqua ha voluto dire anche assumere il controllo della fonte e dell'erogazione. Ciò ha creato, nel passato come oggi, l'assurdità di vere e proprie guerre per la contesa dell'acqua. Alcuni esempi di controllo delle fonti d'acqua scaturite in guerre sono i seguenti: nel 1958 l'Egitto penetra in Sudan, anche per controllare le acque del Nilo; nel 1967 Israele conquista la foce del Giordano; nel 1986 tra le cause di un colpo di Stato in Lesotho, che ebbe appoggi dal Sudafrica, vi era il controllo di alcuni fiumi; la Turchia sta costruendo alcune dighe sul Tigri e sull'Eufrate creando tensioni con la Siria e l'Iraq; le acque del Gange sono contese tra India e Bangladesh; le acque dello Zambesi sono contese tra Botswana, Zimbabwe, Zambia e Mozambico; le acque dell'Incomati sono contese tra Mozambico e Sudafrica; le acque del Rio Grande e del Colorado sono anch'esse oggetto di contese tra Stati Uniti e Messico.
"Nel prossimo secolo le guerre scoppieranno per l'acqua, non per il petrolio o per motivi politici", sostenne Ismail Serageldin, vicepresidente della Banca Mondiale, nel 1995. L'acqua assumerà un ruolo sempre più considerevole nei rapporti tra gli Stati e potrà dare origine a violenti conflitti. Già oggi sono in atto, in varie zone del mondo, tensioni o vere e proprie guerre tra Stati per lo sfruttamento di fonti di approvvigionamento comuni, per non parlare delle lotte intestine legate alla povertà in cui le popolazioni versano a causa della penuria d'acqua o di una sua ineguale distribuzione tra le classi sociali. Anche in Europa si scatenano spesso conflitti d'interesse tra le varie utenze di fiumi, laghi, zone lagunari. In Italia, ad esempio, già da alcuni anni il fiume Piave e la Laguna di Venezia sono al centro di polemiche sui quantitativi d'acqua da destinarsi ai vari usi (produzione di energia idroelettrica, irrigazione, usi industriali...).
Ma, fin dall'antichità, l'acqua è stata utilizzata anche come arma, sia impedendo ai nemici l'accesso alle risorse idriche, come durante l'assedio di Tebe narrato da Eschilo, sia inquinando i pozzi come durante la guerra del Peloponneso (Airone, 1998). In anni più recenti queste strategie sono state utilizzate nell'assedio di Sarajevo e nella guerra civile in Somalia (Airone, 1998).
Per contro, l'acqua, questo importante elemento, è stato a lungo considerato un lusso gratuito: si sono creati estetici parchi acquatici, piscine e fontane con giochi di luce, attribuendogli giusti meriti ricreativi. Nei parchi nordici, ad esempio, sempre più persone centrano le loro attività ricreative sui laghi, sui corsi d'acqua e sulle rive del mare.

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