Presentazione |
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Acqua, educazione, cittadinanza di AA.VV. Quando dal rubinetto non esce nulla... ci rendiamo conto del valore dell'acqua L'acqua è sacra. Da essa dipende l'espressione della vita, della dignità umana e della natura, della cultura dei popoli e della storia. La vita sulla terra è nata nell'acqua, che è fonte di sopravvivenza per tutto il pianeta. La superficie del nostro pianeta è coperta per il 71% di acqua: su 510 milioni di kmq di superficie, ben 364 sono occupati dall'acqua, per un volume di 1.400 milioni di m3. Per i ¾ il corpo umano è fatto d'acqua. Basta poco per esserne esclusi L'accesso all'acqua potabile, necessaria alla sopravvivenza di ogni essere vivente, si riassume in questi numeri drammatici (fonte OMS): - 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile; - 200 milioni di bambini muoiono ogni anno per aver bevuto acqua contaminata e per le cattive condizioni sanitarie; - 800 milioni sono le persone che non hanno ancora un rubinetto in casa; - 2,3 milioni di persone vivono in paesi a rischio idrico (meno di 1.700 m3 a disposizione); - senza un'inversione di tendenza, negli anni 2025-2035, quando la popolazione supererà gli 8 miliardi di esseri umani (fonte UNEP United Nations Environment Programme), le persone senza accesso all'acqua potabile saranno più di 3,4 miliardi. L'acqua "fonte di vita" è un bene comune che appartiene a tutti gli abitanti della Terra In quanto fonte di vita insostituibile per l'ecosistema, l'acqua è un bene vitale comune che appartiene a tutti gli abitanti della Terra. A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata. L'acqua è patrimonio dell'umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. Non ci può essere produzione di ricchezza senza accesso all'acqua. L'acqua non è paragonabile a nessun'altra risorsa: non può essere oggetto di scambio commerciale di tipo lucrativo. Il diritto all'acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo L'acqua appartiene più all'economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all'economia privata dell'accumulazione individuale e ad altre forme di espropriazione della ricchezza. Mentre nel passato la condivisione dell'acqua è stata spesso una delle maggiori cause di ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l'accesso all'acqua come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo. Il compito della società, nel suo complesso e ai diversi livelli di organizzazione sociale, è quello di garantire il diritto di accesso, secondo il doppio principio di corresponsabilità e sussidiarietà, senza discriminazioni di razza, sesso, religione, reddito o classe sociale. L'acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli, le comunità, i paesi, i generi, le generazioni Sul nostro pianeta ci sono ancora troppe guerre legate all'acqua, perché molti stati continuano a usare l'acqua come strumento a supporto dei loro interessi strategici di tipo geo-economico, al fine di acquisire un potere egemonico sulla regione circostante. È necessario e possibile liberare l'acqua dall'influenza degli stati orientali egemonicamente. L'acqua è "res publica". L'acqua è "l'affare" dei cittadini Creare le condizioni necessarie per assicurare l'accesso all'acqua, effettivo e sostenibile, è un problema che concerne tutti i membri della società. È anche un tema intergenerazionale. È compito, infatti, delle generazioni attuali usare, valorizzare, proteggere e conservare le risorse d'acqua in modo tale che le generazioni future possano godere della stessa libertà di azione e di scelta che per noi stessi oggi auspichiamo. I cittadini devono essere al centro del processo decisionale. "L'acqua è un bene comune sociale, politico e culturale, è lo specchio di come una società consideri i diritti della gente e un indice della democrazia. L'accesso all'acqua è un diritto, l'acqua non deve essere un bene mercantile" (Riccardo Petrella - coordinatore internazionale del Contratto Mondiale per l'acqua). Una sola foglia che cade dall'albero cambia il volto del mondo I lavori presentati in queste pagine sono radici significative e forti di una nuova generazione che cresce, consapevole delle responsabilità e del ruolo determinante che deve svolgere per ridare un volto umano ad un modello di vita e sviluppo accecato dagli interessi e dal potere. "Quando un uomo sogna da solo, quello è destinato a rimanere un sogno. Quando tanti uomini sognano la stessa cosa, quello è l'inizio di una realtà". Grazie ragazzi. Siete la Speranza del domani. Guido Barbera Presidente CIPSI torna alla scheda |