Presentazione
Un popolo di martiri
di Marco Dal Corso, Daniela Sangalli

 
Dieron la vida è il titolo originale di questo libro, pubblicato in Guatemala, e ora proposto anche al lettore italiano. È un titolo significativo, perché constatare questo fatto è prendere atto della coerenza radicale dei discepoli, uomini e donne, del Signore Gesù Cristo. "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv 13,35). Ma la radicalità giunge fino all'estremo:
"Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici
" (Gv 15,13).
Nel contesto guatemalteco degli anni del conflitto, nel mezzo della violenza irrazionale e della crudeltà esacerbata, il dono della propria vita offerta da coloro che chiamiamo "testimoni della fede" fino a quando saranno ufficialmente dichiarati martiri, è stato la luce che ha illuminato l'oscurità, la fortezza che ha sostenuto la speranza, ma soprattutto una testimonianza viva che interpella ancora l'identità e la missione della chiesa in Guatemala.
La situazione attuale del Guatemala, strutturalmente ed essenzialmente, non ha subito profonde trasformazioni. Nonostante la firma degli Accordi di pace, che hanno posto fine al conflitto, oggi in Guatemala i livelli di povertà, di violenza, di mancanza di rispetto della vita umana, di disuguaglianza ed esclusione sociale con tutte le sue conseguenze, sono aumentati.
Il lato negativo, o i lati negativi per meglio dire, del fenomeno della globalizzazione colpiscono senza misericordia la maggioranza dei guatemaltechi, specialmente contadini e indigeni.
Di fronte a questo panorama è legittimo chiedersi: a che cosa è servito tanto sangue versato? È stata di qualche utilità l'uccisione di coloro che, per amore alla giustizia e per le loro opzioni radicali nel seguire Gesù e nella costruzione del regno di Dio, hanno donato la loro vita per i fratelli?
A partire dalla fede cristiana la risposta è affermativa, perché, secondo la fede, non sono né il criterio utilitarista né quello pragmatico e molto meno quello opportunista, i principi che devono essere presi in considerazione. Il criterio fondamentale è quello della coerenza radicale, cioè quello dell'amore, del dono di sé stesso agli altri, così come ha fatto il Maestro per eccellenza. La lettura di questo libro, pubblicato con spirito solidale da coloro che si sentono profondamente uniti al Guatemala, alla sua storia di dolore e speranza, rafforzi la convinzione espressa dai vescovi ad Aparecida (Brasile) durante la Quinta conferenza episcopale latinoamericana: "È necessario proclamare a tutti che il male e la morte non hanno l'ultima parola, che l'amore è più forte, che siamo stati liberati e salvati dalla vittoria pasquale del Signore della storia" (Aparecida, Documento conclusivo, n. 548).
Coloro che diedero la vita per i fratelli lo avevano compreso e lo hanno messo in pratica.

Mons. Alvaro Leonel Ramazzini Imeri
Vescovo di San Marcos (Guatemala)

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