cod. 1359-7 anno: 2004 formato: 10,5x15,5 pagg. 64 euro 2,00 collana: 2.9 - Mattoncini indice presentazione ![]() |
Annuncio missionario di Dio nell'Europa di oggi L'esperienza del "missionario di ritorno" Autore: De Marchi Benito Missionario comboniano, ha operato in Malawi dal 1977 al 1986, dove è stato tra i fondatori della Società teologico-ecumenica e membro della Commissione Accademica per la fondazione della Catholic University of Eastern Africa. Dal 1987 insegna teologia e liturgia nel Missionary Institute London. Dal 2001 è membro della British and Irish Association for Mission Studies. Target: Per tutti. Contenuti: Tre fatti caratterizzano la condizione spirituale dell'uomo europeo: primo, il passaggio dalla "ragione forte" dei secoli scorsi al "pensiero debole" dei nostri giorni, a cui si collegano vari tentativi di religione autogestita, finalizzata al "benessere personale", rigeneratrice di energie interiori che lo stress della vita quotidiana ha consumato. Il secondo fatto è la cultura idolatra del "nuovo impero": l'ethos del cosiddetto libero mercato ha fatto del denaro e del profitto gli idoli a cui intere culture e popolazioni vengono sacrificate, proprio quelle a cui il missionario era andato a parlare di un Dio d'amore e di speranza. Il terzo fatto è l'irruzione degli "altri" in questo mondo chiuso, in realtà più ricco di paure che di desideri; un mondo che crea angosce, nei giovani soprattutto, fughe in diverse direzioni (l'evasione, la droga) e antagonismi, intolleranze, più o meno aspre guerre di religione e di civiltà. Che può dire la missione a questo mondo? Deve far rinascere nei cuori la domanda su Dio, reinventando il linguaggio. Si deve passare dalle "grandi narrazioni" ai gesti di prossimità per ogni persona e per ogni sua fragilità. Occorre rilanciare l'utopia evangelica come capacità di sognare insieme il sogno di Dio, per una critica profetica all'impero oppressivo del mercato. E allo stesso tempo chiamare gli oppressi da questo mercato, anche dentro l'Europa, ad aprire la loro esperienza di dolore in atti di amore, perché diventi fonte di riconciliazione e di pace. La missione muove così in Europa i primi passi, come se il cristianesimo tornasse nella culla per poter crescere rinnovato. |