cod. 1452-6 anno: 2005 formato: 14x21 pagg. 144 euro 9,00 collana: 3.6 - Crescendo indice presentazione ![]() |
Terra è Libertà! La questione agraria in America Latina Autori: Martinelli Luca, Messina Annalisa • Luca Martinelli, è responsabile del Centro di Documentazione dell'associazione Mani Tese. Laureato in Scienze Politiche, collabora con il Ciepac (Centro de Investigacion Economica y Politica de Accion Comunitaria), a San Cristobal de Las Casas in Messico, con il quale ha pubblicato numerosi articoli di analisi sulle politiche di mala-cooperazione legate al Chiapas e alla Selva Lacandona. Nel corso degli ultimi anni ha trascorso lunghi periodi in Centro America, entrando in contatto con le realtà indigene del Chiapas (Messico), del Guatemala e dell'Honduras. • Annalisa Messina, ha frequentato il corso di Scienze dell'Educazione nell'Università Bicocca di Milano. Ha svolto un tirocinio presso l'ONG Fratelli dell'Uomo occupandosi di educazione allo sviluppo. Si è laureata nel 2005 con una tesi sulla pedagogia del Movimento Sem Terra. Nel 2004 ha prestato servizio civile volontario presso l'ONG Mani Tese nel Settore Attività Scolastiche. Target: Gruppi, educatori e coloro che sono interessati al problema dei diritti umani. Contenuti: La terra non è una risorsa da usarsi in modo indiscriminato, non è un bene privatizzabile; la terra è piuttosto una responsabilità comune, una parte di noi non nostra, la madre e la radice della nostra vita. La terra è il punto di partenza per una riflessione che avvicina i concetti di latifondo, riforma agraria, migrazione, libero commercio, diversità biologica, risorse naturali, diritti dei popoli indigeni, movimenti sociali, assumendo un punto di vista interdisciplinare che spazia dall'ambito sociale a quello politico, economico, culturale. La terra, infine, è un nuovo modo di vivere, basato sulla lotta alle disuguaglianze, sulla condivisione e su relazioni diverse con il lavoro e con l'ambiente. Movimenti e associazioni che, in America Latina, si impegnano su questo fronte sono "educatori", perché attraverso la lotta sociale formano i soggetti che vi partecipano, strutturano processi educativi che democratizzano l'accesso al sapere e attivano meccanismi di emancipazione, ridando dignità alla storia, alle tradizioni e ai bisogni delle popolazioni indigene. |