Bannon, Trisulti e l'attacco delle destre a papa Francesco

Dal libro Dio? In fondo a destra di Iacopo Scaramuzzi.

Tra i corridoi dell’eurocamera si muove un giovane assistente parlamentare, Benjamin Harnwell: lavora per il deputato britannico conservatore Nirj Deva, ma nel 2010 decide di lasciare la piovosa Strasburgo e trasferirsi a Roma per lavorare a tempo pieno in una fondazione cattolica, Dignitatis Humanae Institute, con agganci nei settori più tradizionalisti del Vaticano. Come «padre fondatore» ritroviamo Rocco Buttiglione, presidente del comitato consultivo è il cardinale statunitense Raymond Leo Burke: ultraconservatore, è arrivato ad attaccare Joseph Ratzinger per una – ipotetica, minimale, cervellotica – apertura all’uso dei preservativi; vive l’elezione di Jorge Mario Bergoglio come un funerale, e si mette a capo dell’opposizione curiale alle riforme di Papa Francesco. L’antipatia, peraltro, è cordialmente ricambiata. Ma torniamo al Dignitatis Humanae Institute.

Nel 2014, ben prima che Donald Trump lo chiami alla Casa Bianca, l’istituto invita Steve Bannon, che in un lungo collegamento Skype dagli Stati Uniti al Vaticano espone la sua visione del mondo: il «sanguinoso conflitto» necessario per preservare l’Occidente giudaico-cristiano, un’islamofobia che trascolora nel suprematismo bianco, la denuncia del «capitalismo clientelare» di Washington e della finanza globale nell’era Obama-Clinton, un misto di diffidenza e ammirazione per la «cleptocrazia» putiniana, l’emergere di un tea party globale, la sintonia con i movimenti europei di destra. Passeranno gli anni, Bannon, oggi 66 anni, andrà alla Casa Bianca, poi il forastico Trump lo caccerà, torna a cannoneggiare le «élites liberali» dalla sua testata di estrema destra, Breitbart News, e si aggira per l’Europa stringendo rapporti con i diversi movimenti nazionalisti, da Viktor Orban in Ungheria a Marine Le Pen in Francia a Matteo Salvini in Italia.

Quando riceve il leader della Lega a Washington, ad aprile del 2016, gli dà un suggerimento semplice semplice per la campagna elettorale: attaccare Papa Francesco.

Sostiene con entusiasmo il matrimonio giallo-verde in Italia, tenterà, senza successo, di promuovere la marea «sovranista» in occasione delle elezioni europee del 2019. Per terremotare l’Unione europea, corollario dell’America first! trumpiano, serve una fucina. Ed ecco che spunta la Certosa di Trisulti, tra le querce della Ciociaria.

A inizio 2018 il ministero dei Beni Culturali cerca privati a cui assegnare in concessione storici edifici tanto preziosi quanto esosi da manutenere: tra di essi l’antica abbazia del comune di Collepardo, ormai abbandonata dai monaci, come sempre più spesso capita per i monasteri di tutta Europa svuotati dal calo di vocazioni. Si fa avanti il danaroso Dignitatis Humanae Institute e sbaraglia la concorrenza. Qui avrà casa una «accademia per l’occidente giudeo-cristiano», corsi pro life, lezioni di formazione destinate ai futuri quadri della galassia populista «per promuovere diversi progetti che dovrebbero dare un decisivo contributo alla difesa di quel che si soleva chiamare Cristianità», ha spiegato alla Reuters il cardinale Burke, che sarà uno dei docenti insieme a Steve Bannon. Se ci fosse qualche dubbio, il Dignitatis Humanae Institute, ha spiegato Harnwell al giornale Ciociaria oggi, «è nata durante il pontificato di papa Benedetto XVI, ma forse è più vicina al carisma di papa Wojtyla». Francesco non è neppure citato. Benjamin Harnwell si trasferisce a Trisulti, ma il sogno dura poco. La popolazione locale insorge, al Parlamento un’interrogazione di Sinistra italiana alza il velo sulla mancanza di requisiti e alla fine il ministero revoca la concessione. Bannon promette di aprire la sua accademia «a Roma o altrove», si vedrà.

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