Pelanda Davide

Classe 1965, da oltre vent’anni è insegnante e, in parallelo, giornalista freelance presso numerose testate piemontesi e nazionali. Come saggista e scrittore ha al suo attivo - oltre ai titoli Emi e a un contributo per Un cantiere senza progetto - ‘A Munnezza. Ovvero la globalizzazione dei rifiuti  (Sensibili alle Foglie, 2008; prefazione di Maurizio Pallante); La fede nel piatto. Saperi e sapori del cibo dei poveri  (Paoline, 2008; a quattro mani con Paola Bizzarri); La Chiesa e i rifiuti  (Effatà, 2009); Il Cavaliere dell’Arcobaleno  (Ananke, 2009); Mondo recluso. Vivere in carcere in Italia oggi  (Effatà, 2010); Tempo tiranno. Perché tanta fretta se poi ti logori e ti stressi?  (Loquendo, 2013).

Ha collaborato con diversi siti internet e riviste, e tuttora con Megachip, Articolo Tre, Tempi di Fraternità  (cartacea), Radio Libriamoci Web (rubrica "Mondo recluso" sulle problematiche del carcere). Qui il suo blog personale

«Le motivazioni per cui scrivo? Faccio mie le parole di George Orwell contenute nel suo saggio Why I Write  (Londra, 1946): per il "desiderio di vedere le cose come stanno, di portare alla luce dati di fatto veri e conservarli a beneficio della posterità",  con il "desiderio di spingere il mondo in una certa direzione, di modificarne l’altrui concezione del tipo di società alla quale bisogna tendere"».

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